Casteldelci

Segreta Casteldelci

Da documenti del XII secolo risulta che l’antico nome di Casteldelci fu Casale d’Illice, derivante da Castrum Illicis, ossia accampamento vicino ai lecci. Patria di Uguccione della Faggiola, famoso condottiero di milizie e capo ghibellino che qui nacque nel 1250. Citato da Dante nella Divina Commedia, del nostro si racconta che fosse dotato di una corporatura colossale; del resto era un mangiatore formidabile e un commensale assai loquace. Il nome del suo casato dipende dal fatto che uno dei luoghi di proprietà della sua famiglia fosse ricco di faggi. Morì nel 1319 mentre era al servizio degli Scaligeri di Verona e là fu sepolto. Secondo una leggenda Uguccione amava andare a cavallo nei boschi intorno a Casteldelci. Un giorno, ormai anziano, si fermò all’ombra di una quercia e fu raggiunto dal buon eremita Alberico con il quale a lungo conversò e meditò sulla sua vita intensa e violenta. Pianse amare lacrime sulle malefatte di gioventù e il suo pianto fu così copioso che in quel punto si formò una sorgente la quale, benedetta dal santo eremita, fu da allora ritenuta miracolosa: curava il malessere fisico e placava superbia ed egoismo. La polla, nota come “Fonte della Febbre”, diventò meta di pellegrini

La Tragedia di Fragheto

Nei dintorni di Casteldelci si trova la località di Fragheto tristemente nota per un avvenimento legato alla seconda guerra mondiale. Era il 7 aprile 1944, Venerdì Santo. I Tedeschi incalzati dai partigiani, si scagliarono con ferocia inaudita contro la popolazione inerme del paesello e uccisero per rappresaglia trenta abitanti di cui quindici erano donne, sette i bambini, sei gli anziani e due ragazzi. E’ stato detto che credendo di trovare partigiani nascosti nelle case del villaggio, i nazisti spalancarono le porte di quelle modeste abitazioni e spararono all’impazzata. Non ci fu pietà per nessuno e, a distanza di più di sessant’anni, ancora non sono chiare le motivazioni che portarono a quella rappresaglia tanto efferata.